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"Nutrire" la speranza di una buona vita

Il Priore di Bose, Enzo Bianchi, ci aiuta a restare questa estate concentrati su quell’evento mondiale che è EXPO, mettendo dentro il nostro pensare e vivere alcuni elementi significativi. Dice in un suo libro: "Gli animali mangiano cibo crudo, senza prepararlo, ognuno per sé, ma noi uomini

abbiamo inventato il mangiare insieme, la tavola, polo verso cui convergiamo ogni giorno. Ma cosa fa di un tavolo una tavola? Innanzi tutto il fatto di incontrarsi guardandosi in faccia, comunicando con il volto la gioia, la fatica, la sofferenza, la speranza che ciascuno porta dentro di sè e desidera condividere. Sì, pranzare o cenare insieme non è mai anonimo: qualcosa dell'istante dell'evento si inscrive profondamente in noi e certi momenti pur effimeri assumono un profumo di eternità. Anche per questo nella tradizione cristiana antica prima di mangiare si diceva una preghiera, si pronunciava una benedizione. Questa tradizione serve all'uomo per dire grazie al Signore, per prendere consapevolezza di quello che sta davanti a noi sulla tavola e quindi respingere la tentazione di divorare quanto sta nel piatto. (…)

Davvero la cucina e la tavola sono l'epifania dei rapporti e della comunione. Del resto, il cibo è come la sessualità: o è parlato oppure è aggressività, consumismo; o è contemplato e ordinato oppure è animalesco; o è esercizio in cui si tiene conto degli altri oppure è cosificato e svilito; o è trasfigurato in modo estatico oppure è condannato alla monotonia e alla banalità. Il cibo cucinato e condiviso - il pasto - è allora luogo di comunione, di incontro e di amicizia: se infatti mangiare significa conservare e incrementare la vita, preparare da mangiare per un altro significa testimoniargli il nostro desiderio che egli viva e condividere la mensa, testimonia la volontà di unire la propria vita a quella del commensale.

Sì, perché nella preparazione, nella condivisione e nell'assunzione del cibo si celebra il mistero della vita e chi ne è cosciente sa scorgere nel cibo approntato sulla tavola il culmine di una serie di atti di amore compiuti da parte di chi il cibo lo ha cucinato e offerto come dono all'amico. Far da mangiare per una persona amata, prepararle un pranzo o una cena è il modo più concreto e semplice per dirgli ti amo, perciò voglio che tu viva e viva bene, nella gioia!" (Enzo Bianchi, Il pane di ieri)

Anche il Card. Gianfranco Ravasi ci aiuta a tenere profonda la riflessione su questi temi: "Nel padiglione della santa Sede abbiamo voluto che fosse molto evidente la dimensione trascendente del cibo: Il Mistero dell’Eucaristia ci porta a intuire come, ogni volta che siedono a tavola tra di loro, gli uomini in realtà siedono a tavola con Dio. Una consapevolezza che investe di straordinaria dignità ogni persona umana. (…)

Abbiamo bisogno di cibo buono per tutti! Abbiamo bisogno di condividere la tavola per una vita buona per tutti! Abbiamo bisogno di celebrare l’Eucarestia per una vita buona! Abbiamo bisogno di condividere "il pane degli uomini" e "il pane di Dio" per una vita buona per tutta l’umanità! Sia una estate davvero di vita buona per tutti, dove continuare a "nutrire la speranza". C’è una fame di civiltà, di umanità, di verità, di consolazione, di pace,… Per chi crede, è fame di Dio. Della giustizia e della misericordia di Dio per tutti i suoi figli e le sue figlie. E del conseguente dovere degli uomini e delle donne di buona volontà verso il mondo, verso se stessi e verso coloro che sono più in difficoltà.

Prendersi cura del creato è prendersi cura degli altri. Una estate per prendesi cura degli altri e per prendersi cura del creato, nella consapevolezza che è un modo concreto per voler bene a chi ci è accanto oggi e chi sarà nel futuro che Dio sta scrivendo con le nostre libertà. Nei mesi estivi i nostri ragazzi nelle varie esperienze di oratorio estivo e di campeggio, avranno la possibilità di scoprire che per nutrire la loro vita, quindi per star bene, dovranno (anche) «andare oltre» l'istinto del cibarsi, per scoprire i significati e le grandi sfide che il Signore ha pensato per ciascuno di noi. A settembre nella nostra festa avremo modo di ridirci queste cose e di ridarci appuntamento per riscoprire il nostro stare insieme "a tavola" e il nostro invitare "altri" a stare alla tavola di Gesù di Nazareth.

Buona estate e grazie per questo anno pastorale vissuto insieme!

Don Giuliano